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Tavola rotonda – Gestione forestale sostenibile nelle aree protette: parchi e riserve

Referenti: Nazario Palmieri (Comando Unità per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare Carabinieri – CUTFAA), Franco Pedrotti (Università di Camerino)

Fino ad oggi non sono stati condivisi criteri per la conservazione e la gestione delle foreste all’interno delle aree protette. In particolare, va tenuto presente quanto segue: 1) l’Italia è un paese con una grande varietà di ambienti forestali; 2) all’interno delle aree protette sono presenti scenari alpini, appenninici e mediterranei, con una grande biodiversità fitocenotica; 3) i popolamenti forestali sono sistemi biologici complessi e la produzione di beni e servizi non costituisce un obiettivo primario, bensì è una conseguenza del tipo di gestione adottato; 4) la legislazione vigente prevede strumenti di pianificazione utili per la gestione delle foreste in riferimento alle differenti condizioni ecologiche.

Per la tavola rotonda si propongono i seguenti temi di discussione:

  • aree protette e foreste;
  • stato di conservazione delle foreste delle aree protette;
  • restauro delle foreste (oggi in stato di rigenerazione, degenerazione e regressione) all’interno delle aree protette;
  • zonizzazione del territorio dei parchi nazionali secondo la legge-quadro;
  • gestione delle foreste dei parchi nazionali, zone A;
  • gestione sostenibile delle foreste nei parchi nazionali, zone B, C e D;
  • foreste nelle riserve naturali statali;
  • foreste nelle aree protette regionali e provinciali;
  • foreste demaniali regionali e provinciali;
  • oreste italiane patrimonio dell’umanità (UNESCO);
  • proposta di un “manifesto” per le foreste delle aree protette.

È opinione assai diffusa, in particolar modo tra i non “addetti ai lavori”, che all’interno di Parchi e Aree protette non sia possibile attuare alcuna forma di gestione forestale. Oggi sono mutate sia le conoscenze scientifiche sia l’approccio della società nei confronti delle formazioni forestali ed è corretto riconsiderare l’esecuzione degli interventi selvicolturali, soprattutto all’interno di Parchi e Arre protette. La gestione forestale sostenibile appare ben chiara nei suoi principi definiti nel 1993 dalla Conferenza Ministeriale per la Protezione delle Foreste i Europa. Per l’applicazione di questi principi, i Parchi e le Aree protette possono rappresentare i contesti territoriali ideali dove attuare una gestione forestale sostenibile. Le premesse di questa possibilità sono fornite da molteplici fattori, tra i quali vanno ricordati la varietà di ambienti forestali (si va dagli scenari alpini a quelli appenninici sino a quelli mediterranei), il ruolo attivo che in molteplici ambiti (in particolare Parchi Nazionali e Riserve Naturali Statali) viene esercitato dai Carabinieri Forestali nella gestione dei soprassuoli forestali, la presenza di Enti di gestione con figure tecnico-professionali specifiche del settore forestale e, non ultimi, di strumenti di pianificazione spesso in linea con le più recenti indicazioni del mondo accademico. Anche all’interno di Parchi e Aree Protette, che per le loro riconosciute caratteristiche di eccellenza naturalistico-ambientale, rappresentano contesti territoriali di particolare pregio per la biodiversità botanica e zoologica, è pertanto possibile applicare la selvicoltura e realizzare interventi selvicolturali nell’ottica della gestione forestale sostenibile.